Filaria nel cane: prevenzione, sintomi e trattamento veterinario
Guide 8 min di lettura 15 aprile 2026

Filaria nel cane: prevenzione, sintomi e trattamento veterinario

Ogni estate, quando le zanzare tornano a ronzare, torna anche il rischio di filariosi cardiopolmonare per il tuo cane. Non è un pericolo astratto: in alcune province della Pianura Padana, la prevalenza nei cani non protetti può superare il 10%. Eppure si tratta di una malattia quasi completamente prevenibile, a patto di agire con regolarità e con il supporto del veterinario.

La filaria del cane, il cui nome scientifico è Dirofilaria immitis, è un parassita che si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette. Una volta nel circolo sanguigno, le larve migrano verso il cuore e le arterie polmonari, dove crescono fino a diventare vermi adulti lunghi anche 30 centimetri. L'animale può ospitare decine di parassiti contemporaneamente, e il danno all'apparato cardiovascolare si accumula in silenzio per mesi prima che compaiano i primi sintomi visibili.

Se il tuo cane vive o trascorre le vacanze in zone a rischio — la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna, il delta del Po, le coste lagunari — questo argomento ti riguarda direttamente. Ma anche chi abita al Centro-Sud o in aree collinari non può abbassare completamente la guardia: con i cambiamenti climatici, le zanzare del genere Culex stanno ampliando il proprio areale.

Come si trasmette la filaria e dove vivi conta moltissimo

Il ciclo di trasmissione della filaria cane è strettamente legato alla zanzara vettore, principalmente Culex pipiens in Italia. La zanzara punge un cane infetto, ingerisce le microfilarie presenti nel sangue e, dopo due o tre settimane di sviluppo all'interno dell'insetto, diventa infettante. Con la puntura successiva, deposita le larve nella cute di un cane sano. Da quel momento passano circa sei mesi prima che i vermi raggiungano la maturità nel cuore e inizino a produrre nuove microfilarie.

Le aree geografiche a rischio più elevato in Italia sono quelle con estati calde e umide, temperature medie superiori ai 14°C per periodi prolungati e presenza di acque stagnanti o lentiche: risaie, canali di irrigazione, zone golenali, lagune costiere. Le province di Ferrara, Rovigo, Mantova, Cremona, Lodi e gran parte del Veneto orientale figurano storicamente tra le più colpite. Se porti il cane in vacanza in questi luoghi anche per poche settimane, il rischio esiste.

Sintomi: cosa osservare nel tuo cane

La filariosi cardiopolmonare è particolarmente insidiosa perché nei primi stadi — anche uno o due anni dopo il contagio — il cane può non mostrare alcun segno esteriore. I sintomi compaiono quando il danno ai polmoni e al cuore ha già raggiunto un livello significativo.

  • Tosse secca e persistente: spesso scambiata per una tracheobronchite banale, compare soprattutto dopo l'esercizio o di notte. Non risponde agli antibiotici comuni.
  • Intolleranza all'esercizio fisico: il cane si stanca in fretta, si ferma durante le passeggiate che prima faceva senza problemi, oppure evita spontaneamente il movimento.
  • Dimagrimento progressivo: nonostante un appetito apparentemente normale, il cane perde massa muscolare nell'arco di settimane o mesi.
  • Dispnea e respiro affannoso: nei casi avanzati la difficoltà respiratoria è evidente anche a riposo.
  • Addome gonfio: segno di ascite, indica un'insufficienza cardiaca destra grave, spesso legata a un carico parassitario molto elevato.
  • Sincopi o collassi improvvisi: nei casi più gravi, la compromissione del flusso cardiaco può provocare perdite di coscienza transitorie.
  • Urine scure (sindrome della vena cava): complicanza acuta e potenzialmente fatale che richiede intervento veterinario d'urgenza.

Un boxer di cinque anni portato a visita per "un po' di tosse" può in realtà avere già decine di vermi adulti nelle arterie polmonari. È uno scenario tutt'altro che raro negli ambulatori del Nord Italia, e ricorda quanto sia importante non sottovalutare sintomi respiratori vaghi in un cane che vive o ha vissuto in zone endemiche.

Il test filaria: quando farlo e come funziona

Prima di iniziare qualsiasi profilassi antifilaria, il tuo veterinario deve eseguire un test filaria per verificare che il cane non sia già infetto. Somministrare farmaci preventivi a un cane positivo può scatenare reazioni gravi, perché alcune molecole sono letali per le microfilarie circolanti e la loro morte massiva provoca risposte infiammatorie severe.

Il test più comune è il test antigienico rapido (o ELISA), che rileva antigeni dei vermi femmine adulti nel sangue. Il risultato è disponibile in ambulatorio in 10 minuti. Alcuni veterinari affiancano anche uno striscio di sangue per ricercare le microfilarie al microscopio: le due metodiche si integrano e aumentano l'accuratezza diagnostica.

Le linee guida internazionali (ESCCAP, la European Scientific Counsel Companion Animal Parasites) raccomandano di eseguire il test annualmente nei cani che vivono in aree endemiche o che ricevono profilassi. Il costo in Italia si aggira tra i 15 e i 30 euro, a seconda della struttura e del tipo di test utilizzato.

Prevenzione filariosi cardiopolmonare: i farmaci disponibili

La prevenzione filariosi cardiopolmonare si basa su farmaci che eliminano le larve infettanti depositate dalla zanzara prima che raggiungano la fase adulta. Non impediscono il contagio, ma interrompono il ciclo vitale del parassita entro una finestra temporale di circa 30-45 giorni dalla puntura.

Le molecole più usate in Italia appartengono a due famiglie principali:

  • Ivermectina: disponibile in compresse orali mensili (spesso associata alla prevenzione delle filariosi sottocutanee e di altri endoparassiti). È la molecola più longeva sul mercato e ha un ottimo profilo di sicurezza nella maggior parte delle razze. Attenzione: i cani di razza Collie e alcune altre razze con la mutazione del gene MDR1/ABCB1 possono essere ipersensibili anche a dosi preventive; il test genetico è consigliato prima dell'uso.
  • Milbemicina ossima: molecola alternativa all'ivermectina, disponibile in combinazione con praziquantel o altri antiparassitari. Ha un margine di sicurezza leggermente superiore nelle razze sensibili all'ivermectina.
  • Moxidectina: disponibile anche in formulazione spot-on mensile o come iniezione depot a lunga durata (fino a 12 mesi), quest'ultima utilizzata principalmente in ambito professionale o per cani con difficoltà a ingerire compresse.
  • Selamectina: spot-on mensile con attività anche contro pulci e alcuni acari.

Il trattamento preventivo va iniziato prima del periodo di rischio (aprile-maggio nelle zone temperate italiane) e mantenuto fino a un mese dopo la fine della stagione delle zanzare (ottobre-novembre). Alcuni veterinari raccomandano la profilassi annuale 12 mesi su 12 nelle aree ad alta endemia. Il costo mensile di un preventivo orale per un cane di taglia media si aggira tra 5 e 15 euro.

Trattamento del cane positivo: cosa cambia

Se il test filaria risulta positivo, il percorso terapeutico è lungo, costoso e richiede una stretta collaborazione con il veterinario. Il protocollo standard prevede la stabilizzazione cardiopolmonare del cane, la riduzione del carico microfilariale con farmaci specifici, e poi il trattamento adulticida con melarsomine, un composto arsenicale che viene iniettato nella muscolatura paravertebrale in due o tre sessioni separate da settimane di riposo assoluto.

Il riposo Serve : quando i vermi adulti muoiono si frammentano e possono embolizzare le arterie polmonari già compromesse. Un cane trattato che viene portato a correre rischia una crisi embolicica grave. La guarigione completa richiede mesi di gestione attenta.

Fase del trattamento Durata indicativa Costo indicativo (Italia) Note
Stabilizzazione e diagnostica completa 2–4 settimane 150–400 € Rx torace, ecocardiografia, esami ematologici
Riduzione microfilariale (doxiciclina + preventivo) 4–8 settimane 80–150 € La doxiciclina elimina Wolbachia, batterio simbiontico dei vermi
Trattamento adulticida con melarsomine 1–3 iniezioni in 2 mesi 200–500 € Riposo assoluto obbligatorio tra le sessioni
Controllo post-trattamento 6 mesi 50–100 € Test antigienico di verifica a 6 mesi dalla fine della terapia

I costi totali per un trattamento completo possono facilmente superare i 700–900 euro per un cane di taglia media, e aumentano se sono presenti complicanze cardiache o polmonari. Confrontati con 50–80 euro all'anno per la profilassi, i numeri parlano da soli.

Cosa fare concretamente: la checklist per il proprietario

Se non hai ancora impostato una routine di prevenzione, questo è il momento giusto per farlo. Ecco i passi da seguire in ordine logico:

  1. Prenota una visita dal veterinario e chiedi di eseguire il test filaria prima di iniziare qualsiasi profilassi. Se il cane non è mai stato testato o non riceve preventivi da oltre 12 mesi, il test è indispensabile.
  2. Valuta insieme al veterinario il rischio geografico del tuo cane: dove vive, dove lo porti in estate, se frequenta zone umide o endemiche. Il profilo di rischio determina il tipo di profilassi e la sua durata stagionale o annuale.
  3. Scegli il preventivo più adatto alla taglia, allo stile di vita e all'eventuale profilo genetico del cane. Se hai un Collie o un pastore australiano, parla espressamente della mutazione MDR1 prima di qualsiasi prescrizione.
  4. Imposta un promemoria mensile per la somministrazione del preventivo. La frequenza regolare è la variabile critica: anche una singola dose saltata durante il periodo di rischio può essere sufficiente per un contagio.
  5. Ripeti il test filaria ogni anno, preferibilmente a inizio primavera, prima di ricominciare la profilassi stagionale.
  6. Segnala al veterinario qualsiasi tosse persistente o calo di rendimento fisico, anche se il cane risultava negativo all'ultimo controllo.

La filariosi cardiopolmonare è una di quelle malattie che i veterinari preferirebbero non dover trattare mai, perché la prevenzione funziona davvero. Con un test annuale e un preventivo mensile somministrato con costanza, le probabilità che il tuo cane sviluppi la malattia si riducono quasi a zero. Il costo economico è basso, quello della negligenza può essere molto alto — in termini di salute del tuo cane e di fatture veterinarie.

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Domande Frequenti

Come si trasmette la filaria al mio cane e in quali zone d'Italia è più diffusa?
La filaria (Dirofilaria immitis) si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette, che depositano le larve nel sangue del cane durante il pasto di sangue. Le zone più a rischio in Italia sono quelle della Pianura Padana, il litorale adriatico e alcune aree del Centro-Sud, ma con la diffusione delle zanzare il rischio si estende progressivamente anche in regioni un tempo considerate sicure. Il contagio non avviene per contatto diretto tra cani, quindi non è una malattia contagiosa nel senso tradizionale del termine.
Quali sono i primi sintomi della filariosi e quando devo portare il cane dal veterinario?
Nelle fasi iniziali la filariosi è spesso asintomatica, il che la rende particolarmente insidiosa. Con il progredire dell'infestazione compaiono tosse secca persistente, facile affaticamento durante l'esercizio fisico, difficoltà respiratorie, perdita di peso e, nei casi avanzati, gonfiore addominale da accumulo di liquidi. È opportuno consultare il veterinario non appena si notano segni di intolleranza allo sforzo fisico, soprattutto se il cane vive o ha soggiornato in zone endemiche, senza aspettare che i sintomi peggiorino.
Come funziona la prevenzione e con quale frequenza devo somministrare i farmaci preventivi?
La prevenzione si basa su farmaci antiparassitari contenenti macrolattoni (ivermectina, milbemicina ossima, moxidectina) che eliminano le larve di filaria prima che raggiungano il cuore. A seconda del prodotto scelto con il veterinario, la somministrazione è mensile o, con alcuni formulati spot-on o iniettabili, annuale. Prima di iniziare qualsiasi profilassi è obbligatorio eseguire un test del sangue per escludere un'infezione già in atto, poiché somministrare il preventivo a un cane già infetto può causare reazioni gravi. La profilassi va mantenuta con continuità, idealmente per tutto l'anno nelle zone a rischio elevato.
Se il mio cane è già infetto, come si cura e quanto è pericoloso il trattamento?
Il trattamento dell'adulticida (cioè la terapia per eliminare i vermi adulti presenti nel cuore e nelle arterie polmonari) si basa sull'utilizzo di melarsomine, un farmaco somministrato per iniezione intramuscolare profonda in un protocollo che si estende solitamente su due mesi. Il trattamento comporta rischi reali, in quanto i vermi morti possono formare emboli polmonari: per questo il cane deve essere tenuto a riposo assoluto per settimane dopo ogni iniezione, ed è spesso necessaria una terapia di supporto con corticosteroidi e anticoagulanti. La pericolosità del trattamento dipende molto dallo stadio della malattia: nei casi gravi (classe 4) il rischio è elevato, motivo per cui la diagnosi precoce è fondamentale.
Il test annuale del sangue è davvero necessario anche se il mio cane prende già il preventivo?
Sì, il controllo annuale è raccomandato dalle linee guida veterinarie internazionali anche nei cani in profilassi regolare. Nessun farmaco preventivo garantisce una protezione del 100%, e una dose dimenticata, vomitata o somministrata in ritardo può lasciare una finestra di vulnerabilità. Il test antigienico rileva la presenza di proteine delle femmine adulte di filaria, consentendo di individuare un'eventuale infezione sfuggita alla prevenzione in tempo utile per un trattamento meno rischioso. Eseguire il test è anche la condizione necessaria per rinnovare in sicurezza la prescrizione del farmaco preventivo.